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IL FALÒ DI FERRAGOSTO
Il falò di ferragosto, che affonda le
proprie origini nella pira con la quale negli anni '70 si
dava simbolicamente fuoco al fantasma del Marchese di
Villamarina, è una tradizione nata nel 1983: il primo
falò venne fatto in riva al mare, sui cosiddetti "scogli
piatti". Ma quella piccola sede non consentiva la
partecipazione che a poche persone, così, dopo pochi
anni, il falò fu acceso a fianco della scogliera in un
luogo che, un po' per la sua particolare conformazione ed
un po' perché richiamava il sito originario, prese
anch'esso il nome di "scogli piatti".
La scogliera, lontana dal centro abitato, era di grande
suggestione e riparava il fuoco dal vento tanto che le
fiamme potevano distendersi e innalzarsi fino a quasi tre
metri d'altezza. Se si alzavano gli occhi al cielo, in
quell'assoluta oscurità a tratti rischiarata dal
fiammeggiare del falò, si potevano chiaramente vedere le
stelle che sembravano avere una lucentezza ancor più
straordinaria del solito. La compagnia degli amici, la
chitarra che suonava, il crepitio del fuoco e la luce
delle stelle facevano del ferragosto un momento di
aggregazione particolarmente suggestivo che i più
giovani isolani mai dimenticheranno.
Ai "nuovi" scogli piatti si accesero i falò di
ferragosto fino agli anni 1990-92 quando, per necessità
diverse, il falò venne trasferito sulla spiaggetta della
pizzeria sull'isolotto dell'Oglio: il nuovo sito, dove
ancora oggi si mantiene la tradizione, è certamente più
comodo sotto il profilo dell'accessibilità, della
disponibilità di luce e della capienza. Ma, a fronte di
tanti vantaggi, ha tuttavia perduto quel senso di magia,
d'avventura e di libertà che faceva del falò di
ferragosto un momento unico e centrale nella vita estiva
dell'Isola Piana.
Per questo, di tanto in tanto, anche in giorni diversi
dal ferragosto si scorgono falò sulla spiaggia accesi da
piccole compagnie che evidentemente hanno mantenuto il
primitivo senso della poesia.
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