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Zéna
U bezagnin u criňva in sciâ ciasétta
a freschéssa da só früta,
dŕu lŕu gh’éa i pésci:
-Anciůe bele!!- cantova u pescŕu.
A dónna russa,
cuî só öggi penetranti
inte ‘na faccia pitüň
dai turmenti da vitta,
a sercova cartuin.
I gatti ŕivan puěa di ratti.
Inti carugétti ôduě moi ascurdč.
I tŕiti griggi
de ‘na lavagna unde nu se scrive,
u sé tütt’asémme aragiŕu
de ‘n tempurole estivu.
Custrŕita tra u mň e a montagna,
t’č lasciŕu ‘na traccia intu mé cö… Zéna.
Margherita Crasto
9 novembre 2004
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Vincitore del 1° Premio
assoluto
Concorso di poesia "Genova nel
Cuore"
Prima edizione |
Motivazione: «Senza sentimentalismi eccessivi, partendo da un neorealismo ben rappresentato in poche righe, Margherita Crasto centra Genova, la sua geografia, il suo carattere, le sue radici.»
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Vincitore del Premio speciale
"Chinaski Edizioni"
Concorso di poesia "Genova nel
Cuore"
Prima edizione |
L'AUTRICE:
Margherita Crasto, l’autrice della poesia vincitrice “Zéna”, č
approdata a Genova all’etŕ di 9 anni, nel 1960, quando dovette lasciare la
sua isola natěa, San Pietro, per seguire la famiglia che emigrava per lavoro.
A Genova ha frequentato le ultime due classi della scuola elementare e ho studiato fino al diploma nell’Istituto Magistrale E. Ravasco.
Da allora č tornata a Carloforte, spinta da una nostalgia che ha influito non poco sul
suo temperamento, tendenzialmente malinconico.
Ora insegna nella Scuola Elementare di Carloforte.
Ama scrivere poesie dialettali e non. Sarŕ prossimamente pubblicata una sua raccolta di poesie dalla Editrice Letteraria Internazionale.
A Genova č tornata dopo tanti anni in occasione del conferimento a Carloforte del titolo di Comune Onorario della provincia di Genova, una cerimonia a cui una vera carlofortina, che si sente sempre tanto legata a Genova, non poteva mancare.
Ed č in questa occasione che ha scritto la poesia vincitrice.
LA TRADUZIONE DELLA POESIA “ZENA”:
Il fruttivendolo gridava sulla piazzetta
la freschezza della sua frutta,
accanto a lui c’erano i pesci:
-Acciughe belle!!- cantava il pescatore.
La donna “rossa” (una barbona che viveva nei vicoletti del centro storico)
con i suoi occhi penetranti
nel viso dipinto (di rosso appunto)
dai tormenti della vita,
cercava cartoni.
I gatti avevano paura dei topi.
Nei vicoletti odori mai dimenticati.
I tetti grigi di una lavagna dove non si scrive.
Il cielo all’improvviso arrabbiato
di un temporale estivo.
Costretta tra il mare e la montagna
hai lasciato una traccia nel mio cuore…Genova.
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