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Sapore Salato

Per fortuna ho questo.
Il mio muovere ovattato
tra zampe di piccioni
per via San Lorenzo
con suoni alterni tra i ciottoli
di un ritmo senza senso
Ho la sirena di una nave
travestita nel lusso
che si spezza sulla lana consunta
del mio cappotto vuoto.
Ed è buffo questo
sentire altre voci sporgersi dai tetti
sollevandomi
per non calpestare le storie
dei marinai che un tempo fischiavano
dal ponte dei loro sogni

Per fortuna ho questo
che mi hai narrato 
tra le tante foglie spezzate di basilico
tra le dita leccate
in bilico, tra il vecchio e il nuovo.
Ho ancora le botteghe
che adesso abbassano la testa
al molo 
e l’odore sparso
tra le reti
di qualche legno sopravvissuto 
con un nome infranto 
che m’hai sussurrato 
E non devo andare in alto 
per vedere, o solo immaginare
Con una mano sugl’occhi, respiro
e c’è solo sale
silente, subdolo sui miei pori,
un sapore da rammentare.

Giulia Rinotti

Vincitore del 3° Premio assoluto
Concorso di poesia "Genova nel Cuore"
Prima edizione

L'AUTRICE:
Giulia Rinotti è nata a Genova il 22 ottobre 1978. Amante della poesia da sempre, nel 2004 ha partecipato ad alcuni concorsi letterari nazionali ed internazionali ricevendo segnalazioni di merito. Alcuni componimenti saranno inseriti in antologie.

LA POESIA “SAPORE SALATO”:
Ho questo. I racconti e i ricordi di una persona cara. Le passeggiate in Via San Lorenzo con il rumore dei miei passi, i ciottoli che si spostano, malfermi, camminando con i pensieri e i sogni che mi riempiono l’anima e rendono il mio muovere “ovattato”. Non ha uno scopo questo mio camminare, è un ritmo senza senso, senza un fine logico. Per fortuna ho questo, le mie fantasie e i miei sogni; la nave che arriva in porto, elegante e maestosa, in contrapposizione con l’antichità dei vicoli vicini, con la fatica del lavoratore del porto, con la mia sciarpa grezza e il mio cappotto non abbastanza colmo di ambizioni e speranze.
Cammino in Via San Lorenzo dove sento solo qualche voce riservata, qualche parola sussurrata sotto le finestre, sulla soglia di una vecchia bottega, qualche parola per raccontare una storia da tramandare, la storia di un amore, di un marinaio che riparte.
Ho questo. I racconti e i ricordi di una persona cara con cui preparavo il basilico per fare il pesto. Mia nonna che raccontava ed io piccola che ascoltavo (in bilico tra il vecchio e il nuovo), leccandomi le dita. E raccontava di vecchi commercianti, di negozi che non ci sono più. Ma resta l’odore del mare tra le barche dei pescatori, ormai stanche. Le barche con nomi di donna, di amori passati sussurrati al vento, alla memoria.
E non devo andare in alto per vedere il mare, lo percepisco dentro di me, nell’aria, in un respiro. Ascolto le onde con tutte le sensazioni che mi pervadono, sensazioni che ricorderò sempre.